L’assistenza domiciliare rientra nella Legge di Bilancio 2026, ma servono accortezze: l’approvazione rappresenta ovviamente un punto fondamentale per la sanità e per il SSN tutto. La manovra per il nuovo anno fa emergere elementi positivi in merito. Eccoli di seguito:
- Assistenza domiciliare integrata entra nei percorsi di dimissione protetta;
- Assistenza agli anziani non autosufficienti ricondotta ai Leps;
- Fondo strutturale per i caregiver familiari
Il fine di questa riforma, ovviamente, è quello di portare la cura fuori dalle strutture sanitarie, favorendo quindi le case private. La nuova Legge di Bilancio 2026 conferma che il futuro del nostro Sistema Sanitario passa non solo dal territorio, ma anche e soprattutto dalla comunità, garantendo continunità assistenziale e strutture di organizzazione adeguate per i trattamenti di cronicità per pazienti fragili o non autodufficienti.
Cosa manca affinché tutto questo diventi realtà? La risposta è tanto semplice quanto fondamentale: le risorse. Il problema più insidioso, purtroppo, rimane la frammentazione del Sistema Sanitario, che produce diseguaglianze tra Regioni e una spaccatura orizzontale che presenta servizi irregolari e percorsi assistenziali discontinui. Questo, quindi, porta il cittadino ad affidarsi alle offerte disponibili, anziché a quelle di cui avrebbe un reale bisogno.
Esistono proposte in grado di arginare queste problematiche? La risposta è sì. Eccole elencate:
- Rafforzare una regia centrale sul sistema sanitario territoriale;
- Rendere strutturale l’assistenza domiciliare integrata;
- Costruire un’integrazione reale tra sanitario e sociosanitario;
- Valorizzare il ruolo del privato sociale e del privato accreditato come parte integrante del Servizio sanitario nazionale;
- Investire sul lavoro di cura e sui caregiver, professionali e familiari, garantendo tutele, formazione e continuità occupazionale
Affinché questo accada, però, sarebbe necessario dimenticare le bandiere e allontanare le ideologie personali confluendo per un Bene comune.